Uno dei grandi protagonisti della serata di ieri sera durante Juventus -Atletico Madrid è stato sicuramente Federico Bernardeschi, autore di una prova magistrale, per alcuni la migliore non solo da quando è alla Juventus, ma in generale nella sua carriera.

Questo è un estratto della Gazzetta, in edicola oggi:

Bernardeschi con l’Atletico ha fatto quello che riesce solo ai grandi giocatori: ha alzato il livello nella sfida decisiva. FB33  prestazione da leader: oltre all’assist e al rigore, anche una punizione calciata bene ma alta e una rovesciata, tutto nel primo tempo. La Juventus significa anche questo: allenarsi tutti i giorni con gente speciale, sapere di doversi mettere continuamente in gioco per guadagnarsi il posto aiuta a crescere, ma solo se hai l’intelligenza per capirlo. Fede si è reso conto subito che nel mondo bianconero servono meno ghirigori e più sostanza; si è preso più di una sgridata, anche pubblica, del tecnico per qualche pallone giocato con sufficienza ma ha imparato in fretta la lezione. A Valencia, quando Ronaldo era a terra e in lacrime dopo l’espulsione, Bernardeschi lo rincuorò urlandogli «Sei il numero uno». Con Cristiano condivide la stessa filosofia di vita: «Investi ogni minuto su te stesso», gli disse Paulo Sousa ai tempi della Fiorentina. Messaggio ricevuto e applicato. Il ragazzo che sognava la Champions a Torino è diventato un trascinatore e non s’accontenta: quella coppa vuole vincerla.

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