Ismael Bennacer, centrocampista algerino in forza al Milan, potrebbe partire a giugno: la clausola rescissoria è attivata solamente a luglio

Se la sinfonia del gioco rossonero appare molto meno armoniosa rispetto al passato, al netto di tutte le difficoltà (già ampiamente elencate) riscontrate nell’operato di Stefano Pioli, varie ragioni potrebbero riconducibili all’apporto di Ismael Bennacer, Direttore d’Orchestra ben poco salito in cattedra nel corso degli ultimi mesi. Certo, l’infortunio al menisco rimediato a maggio del 2023, ha precluso non solo tutta la preparazione estiva all’algerino, ma anche buona parte della stagione, con il rientro avvenuto solamente a novembre.

Nel momento in cui sembrava poter riprendere in mano le redini del centrocampo rossonero, poi, il ventisettenne ha disertato Milanello per andare a giocare la Coppa d’Africa, scelta che ha destato un minimo di scalpore agli occhi dei sostenitori rossoneri. In generale, l’algerino appare la versione più sbiadita di sé, dopo quanto di ottimo fatto vedere nelle passate stagioni. A giugno, dunque, Bennacer potrebbe risentire di una rivoluzione tecnica successiva all’esonero di Stefano Pioli, da sempre grande mentore del mediano.

Secondo quanto riportato da Nicolò Schira, tra l’altro, la clausola rescissoria inserita nel contratto del classe 1997, stanziata in 50 milioni di euro e attivabile solamente nel mese di luglio, potrebbe risultare decisiva per l’addio del numero 4 al mondo rossonero. In questo senso, l’Arabia Saudita potrebbe tornare alla carica e persuaderlo con una ricca offerta e una nuova esperienza in carriera, mentre non sarebbero certo da scartare le ipotesi che lo condurrebbero in Premier League, con il Liverpool che potrebbe ripresentarsi alla porta del Diavolo.

Il futuro di Bennacer, dunque, potrebbe prescindere dal rinnovo fino al 2027 firmato pochi mesi fa. La conferma dell’algerino sarà certamente subordinata alla nuova guida tecnica chiamata a risollevare il Milan, ma è indubbio che, in caso di attivazione della clausola rescissoria, il numero 4 possa essere il nome sacrificato sull’altare del bilancio rossonero.

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