Jude Bellingham, asso del Real che ha già avuto modo di entrare nella storia del club, ha rilasciato un’intervista al termine di Real-Napoli

Sorriso smagliante, idee chiarissime e quel pizzico di sicurezza in se stessi che non può certo che essere d’aiuto al cospetto del club più titolato al mondo: Jude Bellingham, in soli tre mesi trascorsi alla Casa Blanca di Madrid, ha già avuto modo di entrare a piedi pari nella storia del Madrid pur non avendo ancora alzato (ancora) nessun trofeo. Il centrocampista inglese, o meglio definirlo tuttocampista inglese per la duttilità con la quale riesce ad essere onnipresente in campo e, soprattutto, farsi trovare sempre pronto per la rete, ha fatto registrare l’avvio migliore di sempre di un calciatore in un club come il Real Madrid.

Complici le quindici reti realizzate nelle prime sedici uscite con la camiseta blanca sulle spalle, il nuovo numero 5 dei blancos ha infranto il precedente record di sua Maestà, Cristiano Ronaldo. L’incornata con la quale ha segnato la rete del momentaneo 2-1 nel match di ieri contro il Napoli, ha certificato il quarto gol in altrettante partite nella fase a gironi della Champions League. Un andamento incredibile, che rende quasi ridotto lo sforzo economico attuato da Florentino Perez per portare il ventenne a Madrid in relazione alla classe di questo giocatore.

Un periodo magico per Bellingham, il quale, intervenuto ai microfoni di Prime Video al termine della partita vinta 4-2 contro gli azzurri, ha commentato: “Non ero predestinato a giocare nel Madrid, ma a giocare a calcio, in generale. Mi sento un calciatore adatto a qualsiasi condizione, non solo quella prospettata da questo incredibile club”.

Oltre all’articolo: “Bellingham: “Predestinato al Real? No, ma al gioco del calcio”

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