Jude Bellingham, asso del Real Madrid e della Nazionale inglese, ha ricevuto il premio quale miglior calciatore Under 21 al mondo

Il calcio non lo appassionava: preferiva raccogliere margherite in campo e regalarle alla madre, spettatrice assidua di tutte le partite. Stranissimo a dirsi, ma è il racconto di colui il quale può essere considerato il centrocampista più forte al mondo, con margini di prospettiva addirittura più elevati. Jude Bellingham, premiato quale miglior calciatore Under-21 nel corso del galà del Pallone d’Oro, ha confessato un aneddoto davvero particolare:

Durante le partite, raccoglievo le margherite e non m’interessava seguire l’azione o segnare più reti possibili per la mia squadra. Il calcio non mi appassionava, anzi; i miei genitori non mi hanno mai obbligato a fare nulla, comunque. Penso di essermi innamorato di questo sport solo per la competizione che crea: mi ritengo altamente competitivo in ogni attività che svolgo e, spesso, si è rivelato un difetto perché non stringevo la mano al mio avversario quando mi batteva. Col tempo, ho imparato a smussare questo lato caratteriale, anche se fatico ancora a metabolizzare la sconfitta. Voglio vincere sempre, in ogni occasione”.

Tredici reti in tredici partite al cospetto del club più importante e titolato al Mondo, una doppietta al Barcellona appena realizzata, vent’anni e un futuro tutto da scrivere con i propri piedi. Eppure, fino a qualche anno fa, il calcio non rappresentava una priorità. Lo strano caso di Jude Bellingham, il centrocampista più forte e decisivo del momento.

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