[df-subtitle]In queste ore in casa bianconera e non solo, tiene banco l’addio di Giuseppe Marotta, l’oramai quasi ex AD della Juventus ha annunciato il suo addio e ovunque si leggono retroscena e  ipotesi su questo sorprendente divorzio [/df-subtitle]

Ieri sera ha detto la sua anche Marco Bellinazzo, autore del libro “La fine del calcio italiano” e celebre firma de “I Sole 24 ore”. Tuttojuve.com ha riportato per il web le sue parole:

 “Faccio fatica a parlarne, perchè al di là della stima professionale, c’è un’amicizia che mi lega a Beppe, che ritengo essere tra i primi cinque dirigenti più importanti al mondo dal punto di vista dell’azienda calcistica. Ma io credo che la Juve abbia fatto questa scelta perchè è arrivata di fronte a un bivio: quel bivio in cui la Juventus è diventata un problema per il calcio italiano, ma il calcio italiano è diventato un problema ancora maggiore per la Juventus. La Juve in questo sviluppo portentoso che c’è nel calcio globale, si trova nella fase in cui o riesce ad agganciare lo sviluppo che c’è, dei big player del calcio globale, lo sport business globale, oppure resterà fuori, significa dover arrivare almeno a 500, 550 milioni di fatturato strutturale. La Juve ora è più o meno attorno ai 400, un po’ sopra i 400, è cresciuta da 350 a 400. Sembrano numeri, in realtà dietro c’è la forza di un club e la possibilità di accedere a certi giocatori. Ora la Juve cosa ha fatto? E’ passata da 350 a 400 con Agnelli e Marotta, però ha dovuto aumentare molto i costi. Oggi ha una sorta di squilibrio intorno ai 100 milioni, tra quello che incassa e quello che spende. O lo copri con le plusvalenze, con i calciatori, oppure vai in rosso. Infatti questo è il primo bilancio che si chiude in rosso dopo tre in anni in utile e non c’è ancora l’impatto di Cristiano Ronaldo. Ecco qui che s’imponeva l’esigenza di scegliere quale futuro intraprendere. Da una parte c’era quella di mantenere i costi bassi, ma questo significa perdere il treno di questo sviluppo, dall’altra quella di tentare un’impresa unica nel suo genere in Italia, ed è una scelta coraggiosa che sta facendo in questo momento Andrea Agnelli: prendere un giocatore come Ronaldo che avrà un impatto fortissimo sui conti per un paio d’anno almeno – poi magari si lasceranno prima dei quattro anni preventivati -, cercare quindi di agganciare il fatto che Cristiano Ronaldo è una star planetaria; la Juve deve rientrare in un big player planetario, e l’unico modo per aumentare i ricavi è quello commerciale, quindi la Juve deve vincere la Champions l’anno prossimo oppure andrà molto in difficoltà. E Agnelli non ha scelto la linea prudenziale che magari era quella di Marotta, ma la linea della sfida e dell’aggressione al mercato. In questo senso va ammirato”.

Articolo precedenteSerie B: riepilogo della 6^ giornata
Articolo successivoAlisson: “Ho scelto il Liverpool per ambizione, mi piace giocare al San Paolo”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui