[df-subtitle]Rafinha: “E’ stata un’estate impegnativa, a causa dell’incertezza di quello che sarebbe successo perché non avevo nulla di chiaro”[/df-subtitle]

Archiviata la vittoria nel derby, l’Inter pensa alla sfida di mercoledì sera, che vedrà la squadra di Spalletti impegnata sul campo del Barcellona, nella sfida valida per la 3^ giornata nel Gruppo B di Champions League.

Per l’occasione, il quotidiano catalano “Mundo Deportivo” ha intervistato Rafinha, trequartista “blaugrana” ma proprio all’Inter negli ultimi sei mesi della passata stagione.

Così il giocatore brasiliano: “Sto molto, molto bene, davvero. Mi sento fisicamente come non mai, lavorando sodo e sono molto felice di sentirmi così. E’ stata un’estate impegnativa, a causa dell’incertezza di quello che sarebbe successo perché non avevo nulla di chiaro. Le cose stavano cambiando, ma ero anche a casa, con la comodità di essere nella migliore squadra del mondo“.

Prosegue: “Ferito dall’Inter? non è la parola giusta. Sono passati solo pochi mesi in cui stavo molto bene, recuperando fiducia dopo un lungo infortunio. Per il trattamento dei miei compagni di squadra e quello di tutti i fan mi sono sentito molto a mio agio, mi hanno trattato come a casa. Per contratto, non c’era alcun obbligo da parte loro. Sapevo che erano felici all’interno del club e pensavamo che avrebbero esercitato l’opzione di acquisto, ma non è successo. Ho ritrovato la fiducia, che per me è stata la cosa più importante. Ti senti di nuovo il calciatore e sei felice di nuovo facendo quello che mi piace di più. Per me l’infortunio è stata un’esperienza brutale e incredibile“. 

Sui mesi in nerazzurro: “Sono rimasto sorpreso. I compagni erano eccellenti, era un gruppo fantastico. Sono rimasto con la passione che hanno gli interisti. Era pazzesco, mi ricordava come vivono il calcio in Brasile. Sono sentimenti, ricordi molto belli. Spalletti? E’ molto tattico. Ha cose molto chiare e gli piace lavorare sodo, specialmente i piccoli dettagli. Ha anche giocatori molto bravi ed è una squadra che può giocare molto bene. Icardi? L’ho incontrato quando aveva 15 anni, quando è arrivato all’accademia giovanile del Barça. Abbiamo studiato insieme e da lì amicizia. Nei miei primi giorni a Milano mi ha aiutato molto. E come calciatore, quello che rappresenta per il club è pazzesco“.

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