Domani sera, allo “Estadio Wanda Metropolitano”, andrà in scena la gara di andata degli ottavi di finale di Champions League tra Atletico Madrid e Juventus. Si tratta di una sfida tra due delle squadre favorite per la vittoria finale.

Per questa importante occasione, “Europa Calcio” ha intervistato in esclusiva Jorge García, giornalista dell’importante quotidiano iberico “AS“, da sempre molto vicino alla squadra di Simeone e al Real Madrid.

García, quanta attesa c’è per questa partita?

Sicuramente l’atmosfera sarà speciale, perché è la prima gara eliminatoria di Champions League al Wanda Metropolitano, perché l’hanno scorso era “retrocesso” in Europa League (che poi ha vinto a maggio dopo la finale contro il Marsiglia, ndr). Per questo stadio nuovo sarà la partita più importante dell’ultimo anno e mezzo, perché anche la Juventus di Cristiano Ronaldo, che ha giocato molte volte contro l’Atletico, è un grande avversario. L’ambiente sarà caldissimo“.

Come è vista la Juventus a Madrid?

E’ vista come la squadra che domina il calcio italiano da sette anni senza rivali. Manca ancora quel piccolo passo per vincere anche in Europa, ma tutti sanno che la Juventus ha una rosa top in tutte le linee, dalla difesa all’attacco, e non solo i titolari ma anche quelli che partono dalla panchina. Tuttavia, l’Atletico non ha paura della Juventus: rispetto sì, paura no. Da tanti anni l’Atletico lotta con le migliori squadre del continente, ogni stagione combatte per il titolo nazionale contro Real e Barcellona“.

Qui in tanti sostengono che l’Atletico e la Juventus giochino in maniera molto simile. Lei è d’accordo?

No, conosco bene entrambe le squadre. Credo che l’Atletico sia più “italiano” della Juventus, perché con l’arrivo di Ronaldo i bianconeri pensano molto di più ad attaccare, mentre i “colchoneros” curano sempre prima la fase difensiva, a partire dal portiere. Vedi Griezmann, che è un centravanti ma lavora quasi come un difensore. Parliamo comunque di due allenatori, Simeone e Allegri, che pensano prima al risultato, che è la cosa che conta“.

Proprio nelle scorse ore Griezmann ha detto che l’obiettivo dell’Atletico è disputare la finale al Wanda Metropolitano. Quanta carica può dare alla squadra un’affermazione così importante?

Tutti sanno che il pensiero fisso della squadra e della tifoseria dell’Atletico è arrivare in fondo in Champions, perché è il titolo che manca. Hanno vinto sia la Liga che l’Europa League, ma – ancora prima dell’arrivo di Simeone – c’è questa ossessione della Champions“.

Prima mi parlava di Ronaldo, che voi in Spagna conoscete benissimo. Esiste un modo per fermarlo?

L’Atletico lo ha fermato molte volte in passato, così come è vero che Cristiano ha segnato tanti gol contro i biancorossi. Quando l’Atletico lo ha affrontato, Simeone non ha mai parlato di Cristiano come il giocatore chiave del Real. Parlava sempre di Modric come il giocatore a cui stare più attenti. La Juventus non è solo lui, ci sono anche Dybala, la grinta di Mandzukic, l’intelligenza di Pjanic o la forza di Matuidi e Khedira. Non si può pensare a un solo giocatore“.

Eccetto Ronaldo, c’è un giocatore della Juve che apprezza in particolare?

Se devo sceglierne uno o due, dico Mandzukic e Chiellini. Amo Mandzukic perché il trascinatore della squadra, non è alla Juve da tantissimi anni ma tutti lo vedono come un leader. Non è facile per uno come lui che parla poco ed è sempre serio. Chiellini invece rappresenta la grinta juventina“.

Un grande ex della sfida sarà Morata. Com’è stato il suo impatto all’Atletico? Ha pesato il suo passato al Real Madrid?

Ha pesato prima del suo arrivo, ma quando è arrivato all’Atletico nessuno ha pensato al suo passato al Real. Hanno visto un giocatore che non molla, non ha ancora segnato ma sta imparando il modo di giocare in questa squadra. Per i nuovi è sempre difficile imparare cosa chiede esattamente Simeone, ma sono certo che ce la farà“.

 

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