Atalanta Valencia Kondogbia – Domani sera l’Atalanta di Gasperini affronterà il Valencia in Champions League. Se Alessandro Florenzi non ci sarà causa varicella, sarà presente invece Kondogbia. L’ex Inter, infatti, è uno dei perni di questo Valencia ed è pronto a ritrovare una squadra di Serie A. Ecco l’intervista del centrocampista alle pagine de La Gazzetta dello Sport:

Cosa conserva del suo biennio interista?
“Qualche amico, come Brozo, Samir o Ranocchia, il piacere di aver giocato in un grande club e tanta esperienza: all’Inter sono cresciuto come calciatore e come uomo. Il secondo è stato difficile, tanti cambi in panchina con De Boer, Vecchi e Pioli, un ambiente complicato, ma l’esperienza mi è servita”.

È difficile giocare in Italia?
“Diciamo che è molto diverso rispetto al farlo qui. In Spagna si da più importanza al gioco, anche chi lotta per non retrocedere prova sempre a proporre e a tener palla. In Italia è tutto più chiuso e più fisico. Da voi vige la mentalità del ‘Chi non sbaglia vince’ qui quella del ‘Chi più ci prova vince’. Io sono per l’equilibrio: a volte si esagera in Italia, a volte qui. Ogni stile ha pregi e difetti e noi giocatori ci troviamo meglio o peggio da una parte o dall’altra, penso a Banega, a Immobile, a Luis Alberto oltre a me stesso, gli esempi sono tanti”.

Atalanta Valencia Kondogbia – Percentuali di qualificazione tra Atalanta e Valencia negli ottavi di Champions League?
“Cinquanta e cinquanta. E’ vero che magari noi abbiamo più esperienza in Champions, però loro hanno la libertà del non avervi mai partecipato e voler arrivare lontano. L’ho vissuto con il Monaco: eravamo gioovani, inesperti e senza nulla da perdere. Sarà difficile per entrambi e interessante”.

Parliamo di razzismo.
“In Spagna non ne ho sofferto, in Italia sì, qualche episodio. Ma se chiede a un’altra persona magari le dice che qui è successo, mentre in Italia no. Oggi non discuterei con nessuno, mi limiterei ad uscire dal campo. Una sanzione? Non mi fa paura. Se usciamo dal campo tutti insieme, non possono certo squalificare tutti. Bisogna agire”.

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