Asprilla: “I narcos volevano uccidere Chilavert, io li fermai”

Asprilla: “I narcos volevano uccidere Chilavert, io li fermai”

ASPRILLA CHILAVERT – Rivelazione shock sulle pagine della Gazzetta dello Sport. Faustino “Tino” Asprilla, leggenda del calcio colombiano e celebre in Italia per aver militato nelle file del Parma, racconta di quella volta in cui uomini di Pablo Escobar lo chiamarono per uccidere il portiere del Paraguay.

Erano le qualificazioni per il Mondiale di Francia ’98 e l’incontro ad Asunción tra Paraguay e Colombia terminò 2-1. Fu un match, come spesso accade fra le due nazionali, ad altissimo carico nervoso. I due giocatori si pestarono in campo – Chilavert sputò in faccia ad Asprilla il quale lo colpì con violenza in bocca. E dopo essere stati espulsi i due vennero alle mani anche negli spogliatoi. Lì il celebre portierone goleador colpì con un pugno in faccia l’attaccante che all’epoca militava nel Newcastle, in Inghilterra.

Queste le parole di Tino Asprilla, apparse su gazzetta.it:

Non appena l’incontro finisce  ricevo una telefonata e qualcuno mi dice: ‘Sono Julio Fierro, puoi venire qui al mio hotel?’. Sono arrivato e quell’uomo era con altre dieci persone, tutte ubriache e accompagnate da donne paraguaiane. Sono andato con Aristizábal e ci hanno detto: ‘Abbiamo bisogno che tu dia l’autorizzazione perché questi due uomini rimarranno qui ad Asunción, vogliono uccidere quel ciccione di Chilavert”. Julio Fierro, riporta sempre la rosea milanese, era un narcotrafficante colombiano, al soldo di Pablo Escobar. Asprilla rispose: “Ma sei pazzo? Quel che succede in campo finisce in campo. Finisce lì”.

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