[df-subtitle]”C’erano 8 candidati per questa panchina, ma ero il migliore e ho convinto il club grazie alle mie idee”[/df-subtitle]

È la prima intervista che concede ai media, di qualsiasi paese, dal momento che è all’Arsenal. Unai Emery (Hondarribia, 1971) parla in esclusiva per il quotidiano spagnolo MARCA.

INIZIO – “L’Arsenal cercava un nuovo allenatore in seguito all’addio di Wenger, ma non ero l’unico nome in lista. Gazidis voleva avere un colloquio con tutti i candidati al ruolo di allenatore, fino a quando Arturo Canales, oggi diventato il mio procuratore, non ha convinto tutti a scegliere me“.

EREDITA’ – Sull’addio di Wenger e la necessità di cambiare: “22 anni sulla stessa panchina, nel calcio di oggi, non sono semplici da gestire. Credo che l’Arsenal avesse bisogno di un po’ di aria fresca, non solo nel mio ruolo ma anche riguardo a dirigenti e addetti ai lavori. Serviva qualcosa di nuovo, capace di portare nuovi stimoli in questo ambiente. Dopo 22 anni di Wenger ho dovuto aprire le finestre“.

WENGER –  “Se ho incontrato Arsene? Sì, una volta. Mi ha dato tanti consigli e informazioni, ma ciò non importa. Qui serviva ripartire da zero, ancora oggi ripeto ai miei ragazzi che siamo solo all’inizio“.

 

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