ANTONIO STELITANO – Poche settimane fa Antonio Stelitano, esperto terzino classe 1987, ha terminato la sua seconda esperienza calcistica in Repubblica Dominicana. Da aprile alla fine di giugno il giocatore ha infatti militato tra le fila dello Jarabacoa.

Mentre sette anni fa aveva indossato la maglia del Don Bosco Moca, altra società del paese centro americano.

Lungo è stato il suo percorso all’estero, tra Argentina, Spagna, Uruguay, Lituania, Mongolia, Malta e San Marino.

ANTONIO STELITANO

ANTONIO STELITANO – Intervistato in esclusiva da “Europa Calcio“, Stelitano ha parlato di questa sua ultima esperienza, con un occhio anche al futuro.

Intanto, come sono andati questi mesi allo Jarabacoa?

Molto bene. Ho giocato in un paese che conoscevo già e dove mi conoscevano già. Lo Jarabacoa poi è un grande club, dotato di un ottimo vivaio, infatti solitamente sono restii a ingaggiare calciatori stranieri. Avevo altre offerte dall’India e dalla Malaysia, ma specialmente la situazione Covid di quei paesi mi ha fatto virare sulla Repubblica Dominicana. Volevo avere l’ulteriore garanzia che il campionato sarebbe non solo cominciato, ma anche proseguito. 

Per quanto riguarda il calcio giocato, abbiamo fatto un grande cammino: l’obiettivo era arrivare tra le prime sei. Ci siamo riusciti con tre giornate d’anticipo. Infatti nelle ultime due gare ero andato via anche per lasciare spazio a chi aveva giocato di meno. Ho lasciato un bel ricordo, nel contratto avevo una clausola secondo cui potevo rescindere entro il 30 giugno se avevo offerte dall’Europa. L’ho fatto di comune accordo con il club“.

Parlando del suo futuro, su di lei ci sono stati interessamenti dei greci dell’AO Egaleo e dal Portogallo. Conferma?

Si, confermo tutto. E degli abboccamenti dalla Serie C, ma in questo caso sono più agenti o direttori sportivi che mi chiamano con proposte. Dal canto mio, aspetto con calma“.

Tra l’altro, se non ricordo male, mesi fa la cercavano anche in Giappone. 

Ricordi bene. Grazie a Toru Kobayashi, un mio grandissimo amico ed ex compagno di squadra che ora fa l’agente, ho avuto una possibilità anche lì, ma in Giappone anche nel calcio sono severissimi rispetto alla situazione Covid: non stanno facendo più entrare giocatori provenienti dall’estero. L’offerta economica sarebbe stata molto importante, ma alla fine sono felice di aver scelto lo Jarabacoa“.

Nessuno può dirmelo meglio di lei: com’è giocare all’estero durante una pandemia? 

Intanto dipende molto da paese a paese. Comincio da Malta: appena era scoppiato il virus, la federazione aveva immediatamente sospeso non solo il campionato ma anche gli allenamenti. Mentre a livello di vita era più soft rispetto all’Italia, dal momento che non eravamo chiusi in casa ma potevamo uscire e andare in spiaggia, a patto che non ci fossero assembramenti. 

Passando a San Marino, anche lì hanno stoppato il campionato, inoltre noi giocatori italiani residenti fuori da San Marino non potevamo più rientrare. 

Infine in Repubblica Dominicana va detto che il torneo è iniziato ad aprile. Nei territori con tanti casi gli stadi erano chiusi, mentre nella regione dello Jarabacoa c’erano meno restrizioni. Lo stadio era aperto e i tifosi entravano con la mascherina. Il pubblico ha dato il suo apporto“.

In definitiva, quali sono i prossimi obiettivi di Stelitano? 

Ovunque andrò, cercherò di godermi tutto al meglio. In tutte le squadre in cui ho giocato ho sempre sentito l’importanza della maglia. Voglio impegnarmi al massimo ed essere importante e altresì un esempio per i ragazzi. Ho 33 anni ma mi sento come se ne avessi 25“.

 

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