[df-subtitle]Gabriele Angella, difensore toscano classe 1989, racconta a “Europa Calcio” questa sua esperienza in Jupiler League[/df-subtitle]

Dalla fine dello scorso agosto è un nuovo giocatore del Charleroi, club di Jupiler League – il massimo campionato belga -, dove è approdato dall’Udinese con la formula del prestito. Stiamo parlando di Gabriele Angella, difensore classe 1989. Questa nella regione della Vallonia è la sua seconda esperienza all’estero, in quanto in passato ha militato anche in Inghilterra tra le fila dei londinesi del Watford e del QPR. In Italia invece, oltre quella dell’Udinese, ha vestito anche le maglie di Empoli, Siena e Reggina.

“Europa Calcio” ha intervistato in eslcusiva il calciatore per parlare di questi mesi al Charleoroi, con cui finora ha totalizzato 16 presenze e 1 gol, realizzato al Bruges alla 22^ giornata.

Angella, come procede la stagione in bianconero?

E’ un’esperienza molto positiva. Per quanto mi riguarda sta andando bene, mi dispiace non essere nei Play-off 1 perché abbiamo una squadra di qualità, infatti contro le avversarie più blasonate abbiamo sempre fatto bene e raccolto punti. Personalmente sono comunque molto contento. Quando sono arrivato ho avuto un problema al ginocchio e sono stato due mesi fuori, ma ora sto sto giocando con continuità e con prestazioni positive“.

La squadra è al momento ottava in classfica. Vi aspettavate qualcosa di più?

E’ normale che le aspettative iniziali erano quelle di arrivare ai Play-off 1. Ora dobbiamo provare a vincere i Play-off 2 per cercare di arrivare in Europa con l’obiettivo di disputare quest’estate il terzo turno preliminare di Europa League“.

Che realtà è il Charleroi? Sa, quando qui si parla di Jupiler League, ci si riferisce soprattutto a squadre di primissima fascia come Anderlecht o Standard Liegi.

Intanto il campionato belga annovera diverse squadre importanti, e con giovani validi che vogliono mettersi in mostra per approdare in palscoscenici più importanti. Faccio un esempio con Koulibaly del Napoli, che è cresciuto qui in Belgio. Ma come lui tanti altri. Ripeto: il Charleroi è una buona squadra, composta soprattutto da giovani di prospettiva. Ogni anno riesce a tirare fuori almeno un giocatore di qualità, è questo l’obiettivo principale del club. E’ normale quindi che tutti gli anni siano all’incirca uguali. Ma la Jupiler League è in ogni caso, come dicevo prima, un torneo con diversi organici interessanti. Non solo l’Anderlecht e lo Standard Liegi, ma anche il Genk, che è primo in classifica, il Bruges o l’Anversa. Inoltre nessuna partita è scontata, diciamo che è come il campionato inglese: fisico e meno tattico ma più di contrattacco“.

Questa è la sua seconda esperienza all’estero. Trova delle analogie rispetto al periodo in Inghilterra?

Sicuramente, come ho appena detto, il campionato belga è simile a quello inglese, sia come stile di gioco che come fisicità. C’è meno tattica e maggiore intensità. Poi io al Charleroi ho trovato un ambiente bellissimo, un gruppo fantastico, uno dei migliori in cui mi sia trovato in assoluto. E’ un calcio meno stressante. Charleroi è comunque un posto dove ci sono tanti italiani per via delle miniere, molta gente viene a lavorare qui. Di conseguenza ci sono sia numerosi italiani che molti figli di immigrati italiani. La mentalità è quindi vicina a quella nostrana: se le cose non vanno bene i tifosi si fanno sentire, però è un ambiente meno stressante. Non c’è il ritiro e ci troviamo il giorno stesso della partita. Chiaro che poi un giovane deve restare concentrato per proseguire la carriera nel migliore dei modi“.

E qualcosa di assolutamente nuovo invece?

Mi viene da dire l’unione dello spogliatoio e un gruppo così compatto. Tra compagni è una cosa molto importante che non sempre avevo trovato in passato. E’ un gruppo rispettoso, che lavora e dove ci si aiuta a vicenda. Poi per quanto riguarda l’ambiente mi hanno accolto bene e ho un buon feeling con l’allenatore e lo staff. Quindi mi sono ambientato subito. Una cosa in più è la lingua, il francese. Ma ho già imparato l’inglese quindi posso benissimo imparare anche il francese“.

Ora le chiedo in maniera provocatoria: in questi ultimi sette anni, lei ha trovato continuità solo all’estero. Non crede che in Italia avrebbero dovuto puntare di più su di lei? Quando veniva impiegato offriva quasi sempre buone prestazioni e con anche qualche gol.

Il problema è che noi giocatori possiamo allenarci al massimo e fare bene le partite, però poi è l’allenatore che ti schiera, il giocatore non si mette in campo da solo. Noi possiamo solo cercare di allenarci al meglio e farci trovare pronti quando siamo chiamati in causa. All’inizio ci stai male, ma dopo non puoi stare sempre male, te ne fai una ragione e cerchi di aspettare il tuo momento. E’ normale che poi ti rovina un po’ la carriera questo fattore, è vero. Io sono andato al Watford per sposare un progetto dopo aver fatto 4 gol in Serie A a 23 anni. Io avevo fatto peraltro bene in Inghilterra ottenendo la promozione in Premier League. Poi sono successe altre cose, però questo è il passato, bisogna pensare a far bene per il presente e per il futuro“.

Perché, e preciso ben prima di questa intervista, più di una volta mi sono chiesto come era possibile che un giovane difensore valido come Angella facesse così difficoltà a trovare spazio in Serie A…

Ma guarda, non ho la risposta perché me lo sono sempre chiesto anche io e poi me ne sono fatto una ragione, anche perché non sono uno che fa confusione o casino con i giornali. Mi sono sempre allenato e dato tutto per la maglia dell’Udinese. Poi se dietro le quinte c’è qualcos’altro noi non possiamo saperlo. Però dobbiamo solo pensare a far bene il nostro lavoro perché non dipende da noi se giochiamo o meno. Dipende solamente da noi se quando giochiamo facciamo bene. Questo è il discorso“.

Quindi, per concludere, quali sono i suoi obiettivi futuri?

Continuare a fare bene qui allo Charleroi come sto facendo, perché poi ho un altro anno di contratto con l’Udinese, con cui dovremo trovare una soluzione. E spero di togliermi soddisfazioni e convincere qualcuno a darmi un’opportunità. Se sto bene fisicamente posso dire la mia. Partita dopo partita voglio dimostrare il mio valore e poi a fine anno vedremo cosa succederà“.

FONTE IMMAGINE: pagina Facebook “AngellaGabriele”

 

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