Andrea Parola, ex centrocampista tra le altre di Sampdoria e Cagliari, ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it.

Questi i temi trattati.

SUL MOMENTO ATTUALE DELLA SAMPDORIA – “I problemi partono dalla società. Questa grande incertezza che c’è intorno al presidente Ferrero, poi il discorso Vialli, non so se c’è ancora un po’ di marasma; tutto ciò non aiuta né l’ambiente e né la squadra. Sta girando male e gli ultimi risultati lo testimoniano. Non è per niente semplice. Spero che la Sampdoria si risollevi – sottolinea Andrea Parola – perché l’ambiente è eccezionale, i tifosi sono incredibili ed è una società storica a cui sono sicuramente legato”.

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SU FABIO QUAGLIARELLA – “Siamo stati compagni di squadra sia ad Ascoli che in maglia blucerchiata. Il suo segreto è l’eterna giovinezza. Fabio è un ragazzo eccezionale ed è un grande lavoratore. In campo dimostra grande umiltà, non si tira mai indietro, lavora molto per la squadra, ha sempre avuto grandi doti fisiche ed atletiche”.

SUL CAGLIARI – “Mi dispiace che stia attraversando un momento non favorevole. Dopo il match contro il Napoli i calciatori sono stati anche contestati. Il nodo sta nella sconfitta interna contro la Lazio arrivata al 97′, sembra che abbiano subito un contraccolpo non facile da assorbire. E’ difficile mantenere il ritmo che hanno avuto ad inizio stagione – precisa Andrea Parola – è un ritmo da Europa League. Ci sono stati un po’ di episodi sfavorevoli, le cose stanno girando male e ci si mette anche la sfortuna. Dispiace perché la squadra c’è, l’ambiente era molto carico”.

SULLA CORSA SCUDETTO – “Come rosa, Lazio e Juventus sono più forti. L’Inter ha un grande allenatore però secondo me gli manca qualcosina davanti; si basa molto su Lautaro e Lukaku, però tolti loro due non hanno grandi varianti. Sanchez è molto altalenante. Nel mezzo non mi sembra questo grande squadrone anche se hanno calciatori di livello internazionale. La Juve, invece, ha grandi ricambi – continua Andrea Parola – davanti ha grandi attaccanti; la Lazio ha gli stessi interpreti da anni, ha grande qualità e con Inzaghi hanno creato un grande amalgama. Sarà una bella lotta fino alle ultime giornate, però principalmente tra Lazio e Juventus“.

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SUL CENTROCAMPISTA PIU’ FORTE DELLA SERIE A – “Ce ne sono diversi bravi, ma come organizzatore di gioco sicuramente Miralem Pjanic è di altissimo livello, però deve avere due persone accanto che lo coprono e lo aiutano. Se dovessi parlare dei centrocampisti italiani, direi Sensi ha fatto molto bene fino all’infortunio: grandi inserimenti, è riuscito anche ad andare in gol, è tenace. Potrei nominare anche Nainggolan che si è ripreso dopo le tante critiche ricevute e il centrocampo dell’Atalanta, ben organizzato e strutturato, poi con Ilicic in avanti la qualità aumenta”.

SU MARCO GIAMPAOLO, CON CUI HA LAVORATO AD ASCOLI E CAGLIARI – “Al Milan si è trovato in una situazione veramente difficile. Con Pioli i rossoneri si sono risollevati un po’ perché è arrivato un calciatore di grandissima personalità che è Ibrahimovic; quando c’è lui in campo, anche a 38 anni e molto probabilmente fisicamente non al top, ti dà forza e motivazione. Giampaolo si è trovato in una situazione al Milan dove avrebbe fatto fatica chiunque – precisa Andrea Parola – non è riuscito magari a trovare la quadratura con i giocatori che aveva. Però conoscendolo ed essendo un allenatore che lavora moltissimo sul campo, avendo moltissimi stranieri giovani appena arrivati in Italia, aveva bisogno di molto più tempo per poterci lavorare. Sicuramente tornerà ad allenare al più presto perché è veramente bravo”.andrea parola 1

SUL RICORDO PIÙ’ BELLO NELLA SUA CARRIERA DA CALCIATORE – “Ad Ascoli, l’esordio in Serie A contro il Milan. Penso che con la maglia dell’Ascoli ho disputato l’annata più bella fino a dicembre quando mi sono infortunato a Roma per un colpo ricevuto da Damiano Tommasi“.

SUL SUO FUTURO – “Per adesso sono un po’ lontano dal calcio, nel senso che non ho ancora un’idea ben precisa; ho diverse attività in piedi, sto cercando ancora la mia strada, sono sincero. Sono legato al calcio, è stata la mia passione e la mia vita per oltre trent’anni; per adesso sto osservando, vedremo con il tempo”.

 

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