Andrea Cocco, professione bomber. Pasquale Marino è un allenatore che sicuramente mi ha dato tanto e a cui devo molto”, ha raccontato Cocco in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it, il quale ha vinto il titolo di capocannoniere della Serie B con la maglia del Vicenza nella stagione 2014-15: “Il ricordo più bello? La tripletta al Perugia e il gol in casa contro l’Avellino davanti al Menti tutto esaurito”.

Andrea Cocco ha ricordato con piacere molti suoi ex compagni di squadra; Jorginho ha trovato il suo ambiente nella Premier. Futuro alla Juve? se ci fosse la possibilità di tornare in Italia sicuramente a lui farebbe piacere tornare con Sarri“.

Petagna? Sono felice per il percorso che sta facendo. Belotti si vedeva che aveva la testa per fare il professionista; Mandragora ha personalità, se dovesse ritornare alla Juventus potrebbe ritagliarsi il suo spazio”.

Ora gioca nell’Olbia in Serie C: “Prima dello stop ci eravamo un po’ ripresi, abbiamo raggiunto la mentalità giusta per poterci salvare”.

Questi i temi trattati da Andrea Cocco in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it.

SULL’EMERGENZA CORONAVIRUS E LA RIPRESA DEI CAMPIONATI – “Secondo me la situazione prima era più positiva; forse solo la Serie A tornerà a giocare ma nelle categorie inferiori non ci sarà più tempo”.

SULLE PAROLE DI GHIRELLI “Da quanto ho capito le prime potrebbero salire, sia da ogni girone della C alla B che dalla B alla A; il blocco delle retrocessioni è giusto perché ovviamente non puoi lottare per l’obiettivo che ti eri prefissato a inizio stagione.

Blocco stipendi? Non sono d’accordo. Comunque sia, è come se fosse una vacanza questa; noi stiamo a giugno e a giugno vieni sempre pagato anche se non ti alleni; che poi in realtà noi ci stiamo allenando perché le società ci stanno dando il programma giornaliero da fare a casa e a tutti gli effetti è un lavoro”.

SULL’ESORDIO IN SERIE A CON IL CAGLIARI – “Fu una partita abbastanza difficile, a Parma, faceva molto freddo; subentrai in quel match, stavamo perdendo, avevo procurato pure un rigore a favore dei gialloblu. Poi però ho fatto bene con delle giocate e colpii anche una traversa”.

SUL PRIMO GOL IN SERIE A – “Una sera a Udine, ero subentrato nel secondo tempo in una partita messa bene per l’Udinese; dagli sviluppi di un calcio d’angolo trovai la via del gol”.

SU ANDREA BELOTTI, SUO COMPAGNO DI SQUADRA ALL’ALBINOLEFFE – “A quei tempi non l’avrei detto che avrebbe fatto una carriera importante, però sicuramente già si vedeva che aveva la qualità e soprattutto la testa per fare il professionista”.

SULLA PROMOZIONE IN SERIE A CON IL VERONA – “Un ricordo positivo anche se la mia annata fu un po’ difficile perché avevo subito molti infortuni; tra cui uno stiramento al polpaccio che mi tenne lontano dal campo per tre mesi. Però ricordo che eravamo un ottimo gruppo, nonché un’ottima città e un allenatore che mi ha insegnato tanto (Mandorlini, ndr)”.

SU JORGINHO, SUO COMPAGNO DI SQUADRA AL VERONA – Jorginho alla Juventus? Ho letto anche io questa notizia ma io penso che ormai abbia trovato il suo ambiente nella Premier. Lo seguo, è uno che ha personalità, dà indicazioni – sottolinea Andrea Cocco – quindi lo vedo molto integrato in quel campionato lì. Poi mai dire mai, il mercato è imprevedibile; penso che se ci fosse la possibilità di tornare in Italia sicuramente a lui farebbe piacere tornare con Sarri“.

SULLA STAGIONE 2014-15, CAPOCANNONIERE DELLA SERIE B COL VICENZA – “Personalmente fu una stagione molto positiva che non cominciò nel migliore dei modi: dopo tre mesi eravamo terzultimi, poi subentrò Marino e da lì cominciammo una cavalcata incredibile fino alla semifinale Playoff.

Il ricordo più bello di quella stagione? La tripletta realizzata al Perugia e anche il gol contro l’Avellino in casa davanti al Menti tutto esaurito. In quella stagione disputammo partite di cui ho un ricordo indelebile, ma queste due più di tutte”.

SU ANDREA PETAGNA, SUO COMPAGNO DI SQUADRA AL VICENZA – “Qualche volta abbiamo giocato insieme in partita, nei minuti finali. Si notava subito che Andrea aveva grande forza fisica; oggi è migliorato tanto tecnicamente rispetto a quando stava con me, ma era anche molto giovane.

Il trasferimento al Napoli? Sono felice per lui, per il percorso che sta facendo e per le soddisfazioni che si sta togliendo”.

SUL RAPPORTO CON PASQUALE MARINO – “A Vicenza il mister era subentrato in un momento negativo per la squadra; subito mi diede fiducia e io sono riuscito a ripagarla. Mi richiamò sia l’anno successivo a Pescara che a Frosinone l’anno dopo ancora, dove aveva fatto un campionato di vertice fino a gennaio; poi ho trovato poco spazio e sono andato a Cesena. E’ un allenatore che sicuramente mi ha dato tanto e a cui devo molto.

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Andrea Cocco in azione con la maglia del Pescara.

Se si dovesse tornare a giocare credo che il mister riuscirà a risollevare le sorti dell’Empoli; appena subentrato ha dichiarato: “L’Empoli sarà la mina vagante dei Playoff”, penso che sarà proprio così. La squadra è adatta al gioco che vuole Marino: esterni corti, in mezzo con qualità, con ricambi all’altezza”.

SUL SUO RENDIMENTO DOPO LA STAGIONE AL VICENZA – “Mi sono rotto il braccio l’estate successiva e sono andato al Pescara col braccio rotto. Qualche problemino al ginocchio l’ho avuto e quindi la condizione fisica non era mai al top; in più giocando poco non riuscivo mai a entrare in condizione e a rendere come avrei voluto”.

SU LUCAS TORREIRA, SUO COMPAGNO DI SQUADRA AL PESCARA – “Penso che sia ormai un punto fermo dell’Arsenal, ha sempre un rendimento molto costante, sopra la sufficienza. Mercato? Difficilmente si muoverà da lì”.

SU ROLANDO MANDRAGORA, SUO COMPAGNO DI SQUADRA AL PESCARA – “Rolly aveva trovato qualche difficoltà all’inizio a Udine, invece poi con il cambio di allenatore sta facendo bene; è un ragazzo che ha personalità, ha voglia di arrivare, di imparare. Sono contento per lui. 

Un suo ritorno alla Juventus? Secondo me potrebbe ritagliarsi il suo spazio”.

SULLA SUA STAGIONE CON L’OLBIA – “Prima dello stop ci eravamo un po’ ripresi, perché eravamo nelle sabbie mobili; abbiamo cambiato allenatore e atteggiamento, c’è stata una svolta. Venivamo da alcuni risultati utili, abbiamo raggiunto la mentalità giusta per poterci salvare”.

 

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