AMAURI – Amauri è stato ospite in collegamento Sky Sport. Queste le risposte principali alle domande dello studio e da casa:

Sono stati anni fantastici dal 2005 in poi, una continuità pazzesca. A Palermo sono riuscito a fare cose che facevo solo in allenamento, poi coronare la carriera dopo otto anni di gavetta e non retrocedere, è una bella soddisfazione“.
Amauri ancora sull’arrivo nel nostro campionato:Io in Italia sono arrivato sconosciuto dal Brasile, non avevo un bagaglio, un curriculum rispetto ai brasiliani. Sono arrivato in Italia e il Napoli, che lo ringrazierò per tutta la vita, mi ha dato questa opportunità di realizzare il mio sogno. I primi anni sono stati difficili, ci sono cose che le persone non sanno come quando il procuratore mi ha pagato l’hotel che non mi era stato pagato, ero finito dalla Svizzera al Belgio”.
La Juventus:E’ una grande squadra, rifarei la scelta Palermo – Juventus. Molti non sanno, la stagione dove sono arrivati settimi, la società non era la società che hanno. Conte? L’allenatore non aveva l’appoggio della società, Marotta aveva scelto i suoi giocatori e io non avevo l’occasione di giocare. Ha cercato di mandarmi al Marsiglia, unica squadra che ho rifiutato, poi sono finito fuori rosa. Con Del Piero partite indelebili, il primo è stato un grande anno“.
Il post Juventus:Dovevo andare al Milan a gennaio, ma ormai le opportunità erano chiuse. Sono andato alla Fiorentina, Jovetic un gran giocatore“.
Il Parma:Mi hanno chiamato per dare una mano, ci siamo salvati alla grande, sembravamo spacciati a Natale ma ci siamo salvati con un mese di anticipo. Sono riuscito a tornare ai miei livelli di continuità, un grande allenatore come Donadoni che mi metteva sotto pressione, sapeva il meglio per me“.
Sugli altri allenatori:Mai avuto problemi con gli allenatori, forse un po’ con Beretta ma questo succede in tutti gli spogliatoi. Mi ha aiutato molto Beppe Pillon, Guidolin è stato il miglior allenatore per me- Ranieri? Un signor allenatore, una persona squisita“.
La maglia del Torino:Avevo qualche dubbio avendo giocato per la Juve, poi andare al Toro… poi avevo fatto sempre gol e me lo hanno ricordato il primo giorno. Sono stati due anni belli, il primo anno ho fatto di nuovo in Europa League. Ho imparato molto sulla storia del Toro, solamente chi indossa questa maglia sa l’importanza per i tifosi. Ho lasciato anche tanti amici. Avrei voluto giocare di più, Ventura aveva le sue idee e mi ha chiesto di dare una mano ai ragazzi più giovani dando esempio e io accettai“.
Il Palermo:Miccoli un fratello, ancora i tifosi mi cercano per tornare a giocare. Peccato abbiamo giocato poco insieme, è stato un anno intenso“.
Sul Chievo:Tre anni, tre fasi. Il primo anno bene ma non avevo continuità di gol; il secondo anno male, problemi con l’allenatore e il terzo bene con Pillon”.
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