[df-subtitle]La stella del Psg trascina la Seleçao ai quarti di finale[/df-subtitle]

Il Brasile ha superato lo scoglio Messico e continua il suo viaggio verso il titolo. Dopo un primo tempo abbastanza equilibrato, nella ripresa gli uomini di Tite hanno fatto la differenza, da Willian a Neymar, fino al subentrato Firmino. O’Ney ha aperto le marcature al 51′ minuto, e ha messo lo zampino anche nel raddoppio di Firmino all’87. Messico che ci ha provato perdendosi però sul più bello, anche per merito dell’attenta difesa verdeoro. Da menzionare la prestazione del portiere messicano Ochoa, autore di diversi interventi decisivi, col quale ha tenuto la propria squadra dentro la partita fino al gol di Firmino.

[df-subtitle]La partita[/df-subtitle]

Tite si affida all’ormai collaudato 4-2-3-1 con un unico cambio rispetto al match con la Serbia, sulla sinistra c’è Filipe Luis al posto dell’acciaccato Marcelo. Il Messico risponde con un 4-3-3 in cui Marquez è la diga d’avanti alla difesa, e con il tridente Lozano,Vela, Hernandez pronto a colpire in contropiede.

[df-subtitle]Primo Tempo[/df-subtitle]

Inizio di match su buoni ritmi con il Messico che cerca subito di allargare il gioco sulle corsie esterne mentre il Brasile predilige il palleggio per arrivare in area avversaria.

Il primo a provarci è Neymar che dopo 6 minuti cerca di sorprendere Ochoa dalla distanza, ma il portiere respinge.

Messico che riesce ad arrivare con facilità nei pressi della sedici metri avversaria, ma gli manca sempre l’ultimo tocco, quello decisivo. Decisivo invece è Ochoa, al 26′, che salva i suoi con un’ottima uscita a tu per tu con Neymar, dopo che il brasiliano aveva ubriacato Alvarez all’ingresso dell’area di rigore.

La Seleçao insiste e al 32′ costruisce una nuova ghiotta occasione; fa tutto Gabriel Jesus, che, dal limite dell’area ospite va via a due avversari, prima di esplodere il sinistro respinto ancora una volta da un reattivo Ochoa. Sulla ribattuta ci prova Coutinho, ma il suo tentativo è debole e il Messico si salva.

Col passare dei minuti è la tattica a farla da padrone, e ciò sembra avvantaggiare il gioco più “ragionato” dei brasiliani che prendono un pò di campo ad un Messico che invece non riesce più a far ripartire velocemente il contropiede. I gol non arrivano, e l’arbitro Rocchi, al 45′ in punto, decide di mandare le squadre negli spogliatoi.

[df-subtitle]Secondo Tempo[/df-subtitle]

Nella ripresa il match si infiamma subito. Al 49′ Ochoa si conferma insuperabile murando la conclusione di Coutinho da posizione favorevole. Il Messico stavolta risponde subito con la discesa solitaria di Gallardo che arrivato al limite dell’area verdeoro scocca un tiro potente che si perde di poco alto.

Il Brasile c’è e al 51′ colpisce; traversone basso dalla sinistra di Willian che trova la scivolata vincente di Neymar, che da due passi, spinge la sfera oltre la linea di porta facendo esplodere la gioia dei supporters brasiliani. Secondo gol mondiale per la stella del PSG.

La squadra di Osorio tenta di lanciarsi all’attacco, ma al 58′ deve ringraziare ancora Ochoa, bravissimo sul tiro a botta sicura di Paulinho, se il passivo resta di un solo gol.

A scuotere i suoi ci prova Vela, con una conlusione dal limite dell’area, potente ma centrale, con Alisson che alza sopra la traversa. Cambio di fronte e lo scatenato Willian, dopo l’ennesimo cambio di passo della sua partita, si ritrova nell’area messicana, bolide di destro che esalta le capacità acrobatiche di un super Ochoa.

Dopo 60 minuti ad alta intensità, si entra in una fase di stanca del match, grazie soprattutto al Brasile che cerca di amministrare la situazione “raffreddando” le speranze di recupero avversarie.

Speranze che vengono spazzate vie al minuto 87′, quando Fernandinho reupera un pallone a centrocampo, e lancia  in campo aperto Neymar; il numero 10 entra in area, e di punta prova a beffare Ochoa che col piede sporca la trettoria, a seguire l’azione però c’era Firmino (subentrato a Coutinho) che a porta sguarnita insacca il gol della sicurezza.

Brasile ai quarti di finale, il sogno del sesto mondiale continua.

 

 

 

 

 

 

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