[df-subtitle]Carlo Okaka parla in esclusiva a “Europa Calcio” di questi mesi all’Udinese del fratello Stefano, bomber della squadra di Tudor[/df-subtitle]

Le due doppiette consecutive realizzate a Frosinone e Spal hanno consentito all’Udinese di raggiungere la salvezza con un turno di anticipo. Da gennaio ad oggi, Stefano Okaka – attaccante di 29 anni cresciuto nel vivaio della Roma e approdato in Friuli a gennaio dal Watford – è stato l’arma in più della squadra bianconera. Pesantissimi sono stati i suoi 6 gol in 16 presenze con la maglia bianconera.

“Europa Calcio” ha intervistato in esclusiva Carlo Okaka, agente nonché fratello del centravanti classe 1989.

Come si possono riassumere questi mesi di Stefano all’Udinese?

E’ arrivato a Udine con la mentalità giusta, con tanti stimoli e soprattutto con la volontà di poter dimostrare che avrebbe potuto dare una grande mano alla squadra in vista dell’obiettivo salvezza. Credo che poi col tempo, non appena ha riacquistato una forma fisica ottimale, abbia dimostrato di essere uno dei valori aggiunti di questa squadra“.

In Italia non aveva mai avuto una media-gol così alta. Cosa ha trovato in più nel club friulano rispetto al passato?

Si punta sempre il dito sulla prima doppietta sulla maggiore media realizzativa. Io vorrei che una cosa sia chiara, e non la dico perché è mio fratello: Stefano è un attaccante con delle doti incredibili. Quando si sente bene mentalmente non è un giocatore che scopriamo oggi, e non è una questione di numeri. Se in passato non ha avuto numeri elevati quanto a finalizzazione non è casuale, perché se pensate al lavoro di sacrificio che Stefano fa durante la partita, è normale che questo fattore penalizzi la fase realizzativa. Stefano ha sempre fatto un lavoro esagerato per le squadre in cui è stato, ha sempre tenuto il reparto da solo. Fatica per la squadra tenendola alta. Dico a gran voce che è un centravanti di cui ogni squadra avrebbe bisogno“.

Ma oltre a questo, quanto importante è stato per lui giocare assieme ad importanti assist-man come de Paul e Pussetto?

Giocando assieme è normale che aiutino a vicenda. Ripeto che Stefano è sempre stato un giocatore messo a servizio di ogni squadra un cui ha militato, e magari tralasciando un po’ di pensare a sé stesso. Quest’anno è riuscito a fare quello di cui sono io sempre stato certo, mai ho dubitato delle sue qualità“.

Nel suo percorso calcistico, hanno inciso anche le sue esperienza all’Anderlecht e al Watford?

Sono state importanti perché costituiscono chiaramente bagagli che uno si porta dietro per tutta la carriera. L’esperienza ti forma e ti fa maturare“.

Il futuro di Stefano sarà ancora a Udine?

Ha ancora una partita da giocare contro il Cagliari, quindi direi anzitutto di chiudere bene il campionato, e dopo si penserà al futuro. Dovremo parlare con la società. Non parlo di casi ipotetici, ma voglio parlo solo quando le cose sono chiare“.

 

FONTE IMMAGINE: “www.goal.com/it”

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