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Agente Insigne: “Non vuole la numero 10, è stata la maglia di Dio”

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Agente Insigne – Vincenzo Pisacane, agente di Lorenzo Insigne è intervenuto nel corso della trasmissione radiofonica “Radio Punto Nuovo” ed ha parlato dello splendido periodo di forma che sta vivendo il suo assistito dopo anche le ottime prestazioni con la Nazionale azzurra.

L’agente ha anche svelato alcuni retroscena interessanti riguardanti lo stesso Insigne e tutto l’ambiente partenopeo.

Queste le sue parole:

agente Insigne –  Ho sentito Lorenzo (Insigne, ndr) ed era contento e felice. Quando si fa una prestazione del genere in Nazionale lo si è sempre. Poi è arrivata anche la qualificazione. Sta bene, lo si vede. Ovviamente siamo tutti felici. Lui più sereno dopo aver cambiato agente? Non credo di avere alcun merito – ha spiegato Pisacane -, quelli vanno alla squadra, all’allenatore e alla famiglia. Mi farebbe estremamente piacere, ma non credo di essere io l’artefice di questo suo grande periodo, è un insieme di cose”. Domenica c’è alle porte il bigmatch con vista sullo scudetto con il Milan capolista, una gara a cui Insigne “non arriverà scarico, non lo è mai ed è sempre sul pezzo. È tornato stanotte e oggi andrà a fare allenamento, da grande professionista qual è. Suda sempre la maglia e vorrà far bene anche con quella del Napoli.

Gattuso gli ha dato il giusto peso, il mister l’ha sempre reputato importante. Questo gioverebbe a chiunque, dal piccolo giocatore al grande campione. Quando una persona si sente importante, mette tutto sé stesso in ciò che fa”. Sulla possibilità di dare ad Insigne la maglia numero 10, quella di un certo Maradona… “A Napoli è una divinità e quindi peserebbe a chiunque, ma non credo che sia giusto neanche darla ad altri perché è stata di Dio. In questo momento sono tutti comuni mortali, lasciamola dov’è”.

Pisacane è poi tornato sul discorso Nazionale e su chi sia il partner ideale in attacco tra Immobile e Belotti:  “Da napoletano faccio il tifo per Ciro (Immobile, ndr) ma nella Nazionale italiana sono tutti grandi campioni e Lorenzo ci si trova bene. Ovviamente con Belotti ieri le cose sono andate alla grande ma pure con altri sarebbe andata allo stesso modo”.

Contestazioni dei tifosi napoletani? La cosa bella di Lorenzo è che lui ride quando io m’incazzo. Questo è l’aspetto nel quale è più cresciuto. Le sue spalle sono belle larghe, le cavolate non gli fanno più nulla. Mi alterò più io. Io credo che non si sia mai incavolato per una critica meritata ma per la frequenza di quando non le meritava. Fu preso come capro espiatorio del famoso ammutinamento ma è fuori di ogni logica: quella fu una decisione di gruppo. Se c’è una cosa cattiva da dire Lorenzo è il primo da colpire“.

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