Addio Conte Moratti: “Serio professionista, ma forte mancanza di attaccamento”

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Massimo Moratti Inter

Addio Conte Moratti – La vittoria dello scudetto sembrava l’inizio di un ciclo importante per l’Inter e Antonio Conte. Tuttavia, il tecnico salentino ha lasciato in anticipo i nerazzurri, che hanno ufficializzato pochi giorni fa Simone Inzaghi. A parlare di questo e tanto altro è stato l’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti in un’intervista a Il Fatto Quotidiano. Di seguito le sue dichiarazioni riportate da calciomercato.com:

È preoccupato per l’attuale situazione dell’Inter?
“Sì, la preoccupazione c’è per forza. Questi signori sono arrivati e hanno speso e costruito una grande squadra. Deve essere successo qualcosa di grave in Cina. Li hanno obbligati a mollare le attività. Steven Zhang vuole mantenere il passo, ma per quanto tempo?”.

Cosa pensa in merito alla Superlega?
“Se è una via d’uscita lo è solo per poche squadre, cioè per chi partecipa. Se ne parla da anni, non è una novità. Non capisco come mai sia partita e finita così male, se anche volessero ripresentarla, adesso sarebbe molto più difficile“.

Molti raccontano che la sua famiglia ha sempre creato rapporti particolari con i calciatori.
“Forse più ai tempi del mio papà. Alcuni calciatori mi chiamavano papà e la cosa non mi andava (ride, ndr). Lo facevano soprattutto Materazzi ed Eto’o, erano affettuosi”.

Giovani e ricchissimi, come li convinceva a fare vita da atleta?
“Faccio fatica a limitare la libertà degli altri. Cercavamo di farli sentire responsabili vero i tifosi“.

Addio Conte Moratti

Avrebbe voluto comprare o abbattere San Siro?
“Avrei voluto comprarlo e renderlo moderno. La gente va allo stadio per la partita, in fin dei conti si va lì con uno scopo preciso e San Siro è il migliore per questo”.

C’è la possibilità che il Covid ridimensioni il calcio?
“Credo di sì, l’unica strada è quella se non inventano altri tornei. Bisogna limitare i compensi”.

Addio Conte Moratti – Cosa pensa dell’addio di Conte?
“Mancanza di sfida e di attaccamento, anche se è un professionista serio e ha fatto benissimo. Ma ha una forte mancanza di attaccamento”.

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