Nuovo caso della triste leggenda metropolitana che affligge Aaron Ramsey (28), una superstizione che perseguita il calciatore gallese secondo cui ogni volta che il centrocampista segna, muore un vip. 

Una moda che ormai va avanti da Bin Laden, e che, non senza forzature, ha voluto ‘vittime’ di Ramsey anche Steve Jobs (5 ottobre 2011), Mu’ammar Gheddafi (20 ottobre 2011), la cantante Whitney Houston (12 febbraio 2012), il dittatore Jorge Videla (15 maggio 2013), Paul Walker di Fast’n’Furious (30 novembre 2013), Robin Williams (11 agosto 2014). Fino al 10 gennaio 2016, con la notizia della morte di David Bowie.

Questa volta, ad alimentare la bufera è stata la morte di Luke Perry, il mitico Dylan in “Beverly Hills 90210” e di Keith Flint, vocalist del gruppo The Prodigy.
E guarda caso, sabato scorso, il centrocampista dell’Arsenal, che la prossima stagione si dirigerà a Torino per giocare alla Juventus, ha segnato proprio il primo gol della partita contro il Tottenham allo stadio di Wembley.
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