Verso SPAL-Fiorentina, Semplici: “Non dimentico Firenze, ma festeggio sempre le vittorie”

Verso SPAL-Fiorentina, Semplici: “Non dimentico Firenze, ma festeggio sempre le vittorie”

Il tecnico biancazzurro si racconta

Leonardo Semplici: “A Ferrara sono maturato molto sotto il lato professionale. La salvezza la costruiamo partita dopo partita”

In vista della partita di domenica tra SPAL e Fiorentina, Leonardo Semplici, tecnico degli emiliani, nonché ex allenatore della Primavera viola, ha rilasciato una lunga intervista a “Il Corriere dello Sport” oggi in edicola, dove ha parlato del suo percorso nella città estense, iniziato a novembre 2014. E nello stesso tempo non dimentica il periodo a Firenze.

Così Semplici:

 

SULLA SPAL

La SPAL mi ha offerto una grandissima occasione. Durante tutta l’estate, a livello mentale, mi sono preparato a questa stagione, consapevole di tutte le montagne che avremmo dovuto scalare, del fatto che la mia Spal è la 18^ società per budget a disposizione. Ho messo un po’ una corazza addosso, imparando a far scivolare tutto, pure le superstizioni. In questi anni, a Ferrara, sono maturato molto sotto il profilo professionale. E poi, al ritorno… non dovrò parcheggiare di fronte al Franchi. Entrerò direttamente col pullman. La Serie A con la SPAL? Avevamo paura di non essere all’altezza. La Serie A non è uno scherzo. Io, però, dico che proprio il pareggio con la Lazio alla prima di campionato e la vittoria contro l’Udinese, ci ha in qualche modo disorientato. Ma anche quando abbiamo perso, a Ferrara hanno sofferto tutti. La strada per la salvezza si costruisce partita dopo partita. A volte, però, dobbiamo imparare che serve anche il cinismo, che paga di più di buttare il pallone in fallo laterale“.

 

SULLA FIORENTINA E IL SUO PASSATO IN VIOLA

Se domenica vinco non devo esultare come fanno gli ex? Io le vittorie le festeggio sempre. Con la Primavera della Fiorentina avevamo vinto la Supercoppa italiana e se non fosse stato per la lotteria dei rigori forse ci saremmo giocati anche lo scudetto. Era una squadra molto valida. Ho avuto Bernardeschi, Babacar, Bittante, Agyei, Lezzerini, Salifu, Campanharo. Ma rischio di dimenticarne moltissimi. Chiesa l’ho chiesto due anni fa in prestito, ma non se ne fece di niente. La Fiorentina aveva già deciso di puntarci molto forte. Stesso discorso per il centravanti senegalese“.

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