Top – Flop 7a giornata: dal “delirio” di Mauro alla “bellezza da urlo” del Napoli

Top – Flop 7a giornata: dal “delirio” di Mauro alla “bellezza da urlo” del Napoli

Anche a settima  giornata di Serie A 2017/18 va in archivio e Top – Flop e, come di consueto, europacalcio.it propone i migliori e i peggiori protagonisti di questo turno.

Andiamo quindi subito a scoprire chi sono i Top – Flop di giornata.

FLOP

3. Sassuolo

Di Francesco, Pellegrini e Defrel fanno bella la Roma e al Sassuolo hanno lascito un vuoto non degnamente colmato. In sette gare una sola vittoria e un pareggio con il tecnico Bucchi che dimostra di non essere ancora pronto per Serie A. Con la Lazio il tracollo da KO. Se non si cambia qualcosa si può mettere a rischio la conservazione della categoria. Bucchi con Pecchia, Juric e Baroni è uno di quelli a rischio esonero. LA DELUSIONE

2. Genoa

 Ha iniziato in maniera pessima il campionato seguendo le sorti dell girone di ritorno della passata stagione. Soprattutto se guardiamo i numeri, alla voce vittorie, risulta esserci il numero 0. Due pareggi e 5 sconfitte in 7 gare per un club che merita sicuramente di più. Per adesso, fiducia in Juric ma il Cagliari è decisivo. SENZA OSSIGENO


1. Massimo Mauro

È Tribuno Maximo del Club Sky, il salottino condotto da Caressa.  Mauro, si scaglia contro il Var per difendere i destini della Juventus. Lo fa in modo sfrontato, cattivo.  Si comincia parlando del Var che ha deciso Atalanta – Juventus. Lui, contrariato, dice: «Se fossi la Juventus, creerei una commissione per studiare tutte le partite e dimostrare che non c’è uniformità di giudizio. Questo è calcio, secondo voi? Così stanno rovinando il calcio. In Inghilterra, dove c’è cultura sportiva, si metterebbero a ridere. Non nasce per migliorare la prestazione dell’arbitro! Questo non è calcio!».

Si commenta da solo! NEURODELIRI

Bene. Dopo aver visto chi sono i Flop di giornata, Top – Flop propone  i migliori protagonisti della 7a giornata della Serie A 2017/18.

TOP

3. Luis Alberto – Acquistato l’anno scorso per pochi soldi, sembrava essere destinato a essere l’ennesimo “pacco” importato dal calcio italiano. Un anno di ambientamento, forse oscurato dalla presenza di Biglia. Andato via l’argentino,  lo spagnolo piano piano  ha iniziato a ingranare e a entrare negli schemi, non tanto della Lazio ma, del nostro calcio in generale. Adesso, Inzaghi non può più fare a meno dei lui e, una maglia da titolare, sembra essere d’obbligo. Comanda il centrocampo biancoceleste come fosse un veterano e infiamma gli spalti, purtroppo spesso vuoti… IL METRONOMO

2. Simone Inzaghi

È il vero fautore di questa Lazio dei miracoli. Dopo un primo tempo in ombra, la partita viene vinta in goleada, con 6 reti che chiude la gara  mandando il Sassuolo in crisi. Luis Alberto e Parolo si prendono tutta la scena, con una doppietta. Lotito si spella le mani perchè sa che scegliendo malvolentieri Inzaghi…  in realtà ha fatto una delle poche cose giuste da quando è Presidente della Lazio. Se a Inzaghi ci sta facendo un pensierino la Vecchia Signora PREDICATORE NEL DESERTO

1. Napoli

Sarri ha dato ormai una precisa identità tattica ai suoi e vederli giocare è sempre un piacere.  I numeri, infatti, non mentono mai e la dicono  lunga sulla gara: 72% di possesso palla per gli azzurri, 25 tiri verso la porta con nessun tiro subito.  Sette vittorie su sette partite. E il gioco? L’azione che porta alla realizzazione di Hamsik è da manuale del calcio. Jorginho recupera palla e pesca Ghoulam. Inizia qui una danza tra Hamsik, Ghoulam, Mertens e Hamsik.  Il Napoli tesse la sua tela, per sincronizzare la giocata che non ti aspetti, tra quattro opzioni possibili! A questo punto, attacca gli spazi. Spazi che in realtà non esistono, che gli avversari non vedono perché sono ologrammi e, possono vederli solo loro e il Mago (Sarri), che sembra dirigerli dall’alto come un Direttore d’Orchestra.  Il Napoli Sette Bellezze è una Macchina da Guerra3MENDO E S3PITOSO

 

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