Rubrica MVP: Nabir Fekir il nuovo trascinatore del Lione

Rubrica MVP: Nabir Fekir il nuovo trascinatore del Lione

Nabil Fekir è la faccia sorridente del nuovo corso del Lione che, dopo un avvio un po’ stentato, si è ripreso nelle ultime giornate volando fino al terzo posto.

Un calciatore che, a 24 anni compiuti sembra essere arrivato nel pieno della sua maturazione. D’altronde, che avesse le stigmate del campione lo si era capito sin da subito. Il suo debutto in Ligue 1 è avvenuto nel finale della stagione 2013-14 ma è in quella successiva che inizia a far vedere le sue doti. E’ l’annata in cui il Lione si gioca fino alla fine la vittoria del campionato con una banda di campioncini fatti in casa. Il presidente Aulas, infatti, investe tutto per la costruzione del nuovo stadio puntando sui giovani del suo florido vivaio. Nascerà così il mito de Les enfantes du pais.

Fekir è, insieme a Lacazette, il diamante più puro di quella generazione. Un fantasista completo, rapido ma allo stesso tempo con un’ottima visione di gioco ed un tiro non male. Non a caso chiuderà l’annata con 39 presenze totali e 15 reti. Gli occhi di mezza Europa sono su di lui e non a caso, arriva anche la chiamata della Nazionale francese. Ma proprio la maglietta dei Blues gli sarà fatale al punto di rischiare di compromettergli la carriera. La Francia, che dovrà ospitare gli Europei del 2016, non disputa le qualificazioni ma gioca una serie di amichevoli in preparazione all’evento.

Fekir, che ha debuttato a Marzo contro il Brasile, è ormai entrato in pianta stabile nel giro. E’ il 4 settembre ed i galletti sono ospiti del Portogallo a Lisbona. Deschamps dopo averlo fatto giocare per quattro volte da subentrante, decide di farlo giocare per la prima volta da titolare. Al 14′, però, è costretto ad uscire. La diagnosi è impietosa: rottura del legamento crociato del ginocchio destro. Sei mesi di stop ed una stagione buttata.

Il Lione ne risentirà parecchio al punto tale che a dicembre gli scarsi risultati costeranno la panchina a Fournier. Il ritorno in primavera serve più per preparare la stagione seguente. Nel campionato 2016 torna a giocare con continuità ma le sue prestazioni sembrano risentire dei postumi dell’infortunio. Quest’estate, la squadra viene rifondata. Del resto il richiamo dei top club si fa sentire e così, dopo Umtiti volato a Barcellona l’anno precedente, lasciano la casa madre capitan Gonalons (Roma), il bomber Lacazette (Arsenal) ed il talentino Tolisso (Bayern Monaco) oltre al non troppo rimpianto Ghezzal ed al senatore Jallet. Fekir invece resta e viene anche investito dalla fascia di capitano. Le sue prestazioni sono subito al top. Anche quando la squadra non gira al meglio lui c’è sempre: 11 gol in altrettante presenze fino ad ora culminate con la doppietta in casa del Saint Etienne.

Non c’è metafora migliore per spiegare ad un italiano cos’è il derby del Rodano che paragonarlo a Roma-Lazio. Un derby sanguigno sentito tra due città che hanno una rivalità secolare. Fekir prima da il via all’azione dell’1-0, poi sigla il raddoppio. Nella ripresa, con l’uomo in più, i lionesi vogliono umiliare i biancoverdi in casa loro. Arrivano altri due gol mentre il portiere e capitano locale Ruffier prova a tenere l’orgoglio quanto più possibile a galla. La prima volta dice di no proprio a Fekir ma la seconda volta il fantasista lo supera e mette a segno il 5-0. La sua esultanza è alla Messi al “S. Bernabeu” con la maglia mostrata alla curva avversaria. Uno schiaffo che i tifosi biancoverdi non accettano ed invadono il campo. Uno sberleffo forse evitabile ma ciò non toglie che ora il trascinatore della squadra di Genesio è lui. E se ad ora a suon di gol non sta facendo rimpiangere più di tanto Lacazette, lo stesso vale per i carisma di Gonalons.

 

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