Juventus, le pagelle dell’ennesima stagione straordinaria

Juventus, le pagelle dell’ennesima stagione straordinaria

In attesa della notte di Cardiff, la Juventus ha alzato un altro titolo nazionale. Le pagelle dei protagonisti

BUFFON – 9,5   39 anni e non sentirli. Il tempo sembra non scalfire un superuomo, oltre che supercalciatore. Punto di riferimento dentro e fuori dal campo. Nella rare occasioni in cui la difesa ha barcollato, i suoi guantoni ci hanno messo una pezza. Ancora una volta è stato colonna portante di questo ciclo vincente bianconero.

NETO – 6,5 – Difficile fare il secondo di Buffon, eppure il brasiliano è riuscito a ritagliarsi il suo spazio. 14 presenze tra tutte le competizioni. Quando Gigi doveva riprendere fiato ha risposto ‘presente’.

BONUCCI – 9 – Leader tecnico ed emotivo della squadra, come pochi altri. Serve il contagocce per individuare i momenti in cui ha mollato la spina. Sempre sul pezzo, anello imprescindibile di una retroguardia che sta facendo la storia del calcio.

RUGANI – 7 – 15 gettoni in campionato per lui, una crescita progressiva alle spalle dei senatori. Allegri gli ha chiesto di alzare l’asticella. Lui ha dimostrato di poterci stare in questa rosa, fornendo prestazioni confortanti. Ha tempo e margini per diventare un perno. Il futuro è suo.

BENATIA – 7 – Ricambio prezioso e di assoluto livello della BBC. Un gol, importante, contro il Milan. Arrivato dal Bayern Monaco con l’unico dubbio della tenuta fisica, considerando che ha disputato anche la Coppa d’Africa la sua stagione può dirsi soddisfacente.

CHIELLINI – 7,5 – Qualche difficoltà nelle pieghe della stagione, ma l’esperienza e la sintonia con i propri compagni lo ha reso immune da qualsiasi caduta libera. Quando l’atmosfera si scalda e la posta in palio è elevata sbaglia raramente. La sua personalità potrebbe essere determinante a Cardiff…

BARZAGLI – 7,5 – Un altro, come Buffon, che non sembra voler dare minimamente retta alla carta d’identità. Schierato sia da centrale che da terzino destro, l’ex Palermo dà la sensazione di rasentare la perfezione nelle letture di gioco, nonostante la brillantezza fisica non possa sempre accompagnarlo. Sembra essere come il vino: più invecchia, più è buono.

ALEX SANDRO – 8,5 – Il prototipo del terzino moderno: grande corsa, grande spinta, capacità di cross e di ripiegare. In più ci mette dentro gol e assist. Per la seconda stagione consecutiva il brasiliano si è confermato ad altissimi livelli. Marotta e Paratici ci hanno visto giusto un’altra volta.

DANI ALVES – 8 – Infortuni e adattamento al calcio italiano ne hanno frenato l’inserimento in bianconero, ma una volta trovato il giusto equilibrio l’ex Barça ha sprigionato tutta la sua classe, la sua tecnica e personalità. Nelle notti di Champions, poi, ha dimostrato di avere una certa esperienza in competizioni del genere. Quasi dominante nel finale di stagione.

LICHTSTEINER – 7 – Di fatto escluso dai piani di Allegri (e della società) nella prima parte di stagione, l’esterno svizzero si è ripreso un certo minutaggio strada facendo, specie dopo il passaggio al 4-2-3-1. Il resto lo conosciamo già: corsa, carattere da vendere e qualche assist vincente. Non è un caso che sia uno dei pochi ad averli aventi tutti e 6 i titoli. Sempre affidabile.

RINCON – 6 – Il venezuelano è stato l’acquisto invernale della Juventus per sopperire alla cessione di Hernanes e alla mancanza di fisicità in mezzo al campo. 13 presenze in Serie A, molte delle quali spezzoni di match. Non chiedetegli di prendere le redini del centrocampo, ma se c’è da battagliare è l’ultimo a tirarsi indietro.

PJANIC – 7,5 – E’ vero che specialmente all’inizio Allegri non riusciva ad incastonarlo nel suo scacchiere, ma una volta trovata la collocazione ideale nel nuovo modulo il bosniaco ha innalzato il livello del suo calcio, abbinando alla ben nota qualità (5 gol e 10 assist) anche una buona quantità. Può e deve fare ancora meglio, ma spesso dal suo destro sono nati innumerevoli pericoli per le difese avversarie.

MARCHISIO – 6,5 – Al momento della consegna della coppa-Scudetto il ‘principino’ si è lasciato andare alle lacrime, forse frutto della consapevolezza di aver gioito di nuovo nonostante una stagione complicata a livello personale. I residui dell’infortunio al ginocchio si sono fatti sentire, eccome. Ma il bianconero nel DNA e la convinzione di non mollare mai lo hanno aiutato ad avvicinarsi al suo livello nelle ultime settimane. In vista di Cardiff ottima notizia per Allegri.

KHEDIRA – 8 – Lui sì che è una vera ‘lavatrice’ di centrocampo. Sa bene quando spingere e quando decelerare, quando proiettarsi in avanti o dare manforte alla difesa, se verticalizzare subito o far salire la squadra. E’ il cervello della squadra, per di più lo ha potuto fare in maniera continuativa a differenza delle recenti stagioni nelle quali il fisico non lo aveva assistito.

STURARO – 6 – L’infortunio di Pjaca lo ha costretto ad adattarsi come esterno offensivo. L’abnegazione e la corsa sono caratteristiche che non vengono mai meno, sulla qualità c’è ancora da lavorare, ma all’interno di una rosa piena zeppa di tecnica un tassello come lui risulta molto importante in alcune fasi del match e della stagione in generale.

ASAMOAH – 6,5 – Il ghanese è al suo 5° Scudetto, e anche con un ‘concorrente’ come Alex Sandro si è ritagliato il suo spazio. Sembra aver dimentica il ruolo di mezzala, come esterno sinistro si conferma preziosa alternativa. E’ tra le radici più importanti di un albero che continua a fiorire.

LEMINA – 6 – Lascia spesso l’amaro in bocca, perché se è vero che sui tempi di gioco può migliorare, ha fisico e tecnica per sfondare. Solo che a volte lascia il discorso a metà dell’opera, staccando la spina anzitempo. Utile anche nel ruolo di vice-Cuadrado nel 4-2-3-1.

PJACA – 6 – Si è visto solo a sprazzi il grande talento dell’attaccante croato, che ha finito troppo presto la sua stagione per infortunio. Ha tutto, ma proprio tutto, per arrivare ai massimi livelli, ma dovrà avere la voglia e l’umiltà di non accontentarsi dei propri mezzi.

CUADRADO – 8,5 – Insieme a Mandzukic è stato la chiave di volta nel passaggio di modulo a stagione in corso. Se nel 3-5-2 era costretto a ‘sprecare’ energie fino alla propria area, come esterno alto ha potuto liberare tutte le sue enormi qualità in fase di dribbling, corsa e cross. A tratti devastante, si è un pò spento nelle ultime settimane ma probabilmente sta ricaricando le batterie in vista del 3 giugno…

DYBALA – 9 – Anche se i numeri offensivi suggerirebbero una stagione inferiore rispetto a quella passata (10 gol e 8 assist), in realtà la Joya ha aggiunto qualcosa al suo repertorio spropositato, mettendosi a disposizione della squadra nel ruolo di trequartista. Una sorta di regista avanzato con licenza di ‘uccidere’ l’avversario. Sui numeri e sulla classe è inutile soffermarsi: quando decide di accendersi è uno spettacolo per gli occhi. Per avere conferma chiedere al Barcellona.

HIGUAIN – 9 – Troppo soldi spesi per un giocatore sulla soglia dei 30 anni? Può darsi, ma se contiamo la pesantezza delle sue reti il dubbio assale chiunque. Un cecchino formidabile, un finalizzatore che non si vedeva da diverso tempo nella Torino bianconera. In più ci ha messo sacrificio e lotta, capendo di dover subordinare le gioie collettive a quelle personali. Il risultato? Si è andato a prendere quello che voleva: lo Scudetto.

MANDZUKIC – 9,5 – Difficile spendere le giuste parole per un centravanti che decide di adattarsi a esterno sinistro praticamente tuttocampo. Onnipresente, sia con i piedi che con la testa. Sempre l’ultimo a mollare, ha un motore diverso dagli altri. Si ha la sensazione che potrebbe giocarne 180 di minuti anziché 90. Non sarà sempre impeccabile sotto porta, ma ci mancherebbe altro. Già così è un alieno.

 

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