ESCLUSIVA EC – Valigi: “Jorginho ha trovato Sarri al momento giusto, con Guardiola…”

ESCLUSIVA EC – Valigi: “Jorginho ha trovato Sarri al momento giusto, con Guardiola…”

L'ex allenatore del mediano azzurro ai nostri microfoni

Valigi: “Non mi stupisco di questa grande crescita. Quando lo allenavo era un ragazzo molto intelligente ed era determinato nel DNA. Appena era arrivato alla Sambonifacese gli diedi subito le chiavi del centrocampo. E’ nato per distribuire palloni, più gliene si danno e più si esalta. Sotto la guida di Sarri è migliorato molto nel palleggio corto verticale e nel giocare in profondità. In Serie A non vedo tanti altri centrocampisti con le sue qualità”

Uno dei giocatori maggiormente al centro di voci di calciomercato è Jorginho, mediano classe 1991 e in forza al Napoli.

Su di lui c’è infatti il forte pressing del Manchester City, che secondo gli ultimi rumors avrebbe concesso una sorta di ultimatum di una settimana al club di De Laurentiis per accettare l’offerta.

Il centrocampista classe 1991 è in azzurro da gennaio 2014, ma la sua prima squadra in Italia è stata l’Hellas Verona, dove ha svolto anche parte del settore giovanile.

Tuttavia, va altresì ricordato che nella stagione 2010/2011 la società scaligera lo aveva girato in prestito alla vicina Sambonifacese, società calcistica di San Bonifacio, paese di poco più di 20.000 abitanti a pochi chilometri dalla stessa Verona. In rossoblù Jorginho aveva collezionato 31 presenze e 1 gol, giocando per la prima volta con regolarità in un campionato professionistico, poiché la squadra disputava l’ormai vecchia Seconda Divisione di Lega Pro.

Sulla panchina di quella Sambonifacese c’era Caludio Valigi, 56 anni ed ex giocatore, nonché campione d’Italia con la Roma nell’andata 1982/1983. Fino alla scorsa annata, invece, era l’allenatore in seconda dello Spezia.

“Europa Calcio” ha contattato in esclusiva il tecnico per una piacevole chiacchierata sul calciatore italo-brasiliano, che lui conosce molto bene.

Valigi, come ricorda Jorginho?

Dal punto di vista umano era un ragazzo intelligente e dotato di una grande determinazione. Come tutti noi giocatori quando iniziamo, aveva sin da subito un grande obiettivo in testa, ossia quello di fare una bella carriera. Questa determinazione ce l’aveva nel DNA“.

Con lei ha giocato sin da subito regista oppure lo aveva provato anche in altri ruoli?

No, l’ho sempre fatto giocare da mediano. Vivendo a Mantova, quando era arrivato alla Sambonifacese lo conoscevo già perché lui era nelle giovanili del Verona. Quindi avevo già un’idea di lui. Mi aveva chiamato Beppe Giannini, che in quella stagione era l’allenatore dell’Hellas e con cui giocavo assieme ai tempi della Roma, dicendomi che c’era la possibilità di avere il ragazzo in prestito per un anno. Jorginho aveva caratteristiche tecniche ben definite, ed era dotato di una grande intelligenza calcistica. Si vedeva che era un predestinato ecco. Io infatti gli avevo dato subito le chiavi del centrocampo. E’ nato per distribuire palloni, più gliene si danno e più esalta. Inoltre possedeva una grande capacità di recuperare la palla sulle linee di passaggio e una notevole velocità di pensiero notevole. Posso dirlo con certezza perché quello era anche il mio ruolo. Anche nelle situazioni difficili ne veniva fuori con facilità“.

Quanto importante è stata la figura di Sarri nella sua crescita?

E’ stato l’allenatore perfetto per le sue qualità. Si è affermato proprio per le caratteristiche del gioco di Sarri. E’ migliorato molto, e sottolineo che può migliorare ancora molto, nel palleggio corto verticale e nel giocare in profondità, e ha sviluppato la capacità di fare assist da posizione più arretrata. Allo stesso modo, sa fare benissimo la fase di non possesso con intercetto palla. Ha trovato Sarri al momento giusto della sua carriera“.

Con Benitez non aveva reso così bene. C’è una chiave di lettura?

Diciamo che c’è stato più di qualche fattore. Intanto era arrivato al Napoli con soli quattro mesi di Serie A alle spalle. Jorginho aveva avuto una crescita esponenziale. Quando era in Serie B al Verona all’inizio non aveva spazio perché Mandorlini faceva giocare Tachtsidis, giocatore completamente diverso da lui. Poi una volta schierato titolare era migliorato a vista d’occhio, ma era appunto nella massima troppo poco tempo, aveva bisogno di crescere ancora. Va anche detto che Benitez giocava con un centrocacmpo a due nel suo 4-2-3-1, e quindi con due mediani c’era bisogno di una maggiore copertura del campo. Poi a Napoli ci sono molte più aspettative rispetto a Verona, sei costantemente sotto i riflettori. E come dicevo prima, lui si esalta in centrocampo a tre, e con Gaurdiola potrà toccare il punto più alto“.

A quale altro mediano associa Jorginho?

A nessuno, perché Jorginho è Jorginho. Non è bello fare paragoni, ed essere accostato a un grande giocatore non fa bene. Io a Roma ero il vice di Falcao e sono sempre rimasto il vice di Falcao. “Jorge” è bravissimo ed è già un giocatore di livello importantissimo“.

Per concludere le chiedo questo: se lei fosse un dirigente del City, quanto offrirebbe per il giocatore?

Io per fortuna faccio l’allenatore e non il dirigente, quindi non conosco le dinamiche di mercato. Se il club che lo vuole è fortemente interessato a un calciatore, potrebbe anche arrivare a proporre una cifra più alta della nostra immaginazione. Per me comunque Jorginho è già molto quotato, in Serie A non vedo così tanti registi con le sue caratteristiche“.

 

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