ESCLUSIVA EC – Donati: “Al St. Mirren esperienza gratificante, allenare il Celtic è il mio target”

ESCLUSIVA EC – Donati: “Al St. Mirren esperienza gratificante, allenare il Celtic è il mio target”

L'esperto mediano parla ai nostri microfoni

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Donati: “Sono in un club con una storia importante alle spalle e molto ambizioso. L’obiettivo per il prossimo anno è infatti quello di classificarsi tra le prime sei, nel c.d. box six. Vivo sempre a Hamilton che da Paisley sono solo 20 minuti di macchina. Tra un mese finisco il corso di allenatore A che in Italia puoi fare solo quando smetti di giocare, mi sto preparando al meglio perché per me è molto importante. Tornare al Celtic nelle vesti di tecnico è un sogno nel cassetto e spero di arrivarci”

Dopo la prima (e molto importante) esperienza al Celtic nel biennio 2007-2009, da luglio 2016 la carriera di Massimo Donati, esperto mediano che poche settimane fa ha spento le 37 candeline, prosegue nuovamente in Scozia.

Fino alla fine di dicembre il giocatore ha infatti vestito la maglia dell’Hamilton, squadra della massima serie locale con cui lo scorso maggio ha ottenuto la salvezza al termine della doppia sfida play-out contro il Dundee United. Poco più di due mesi fa però, a causa di problemi economici del club biancorosso, Donati rescinde il contratto.

Il suo periodo da svincolato dura però molto poco, in quanto lo scorso 20 febbraio firma un accordo, valido fino a giugno, con il St. Mirren, squadra della di Paisley – città di circa 72.000 abiatnti situata nella Scozia occidentale – e prima in classifica in Championship, la Serie B scozzese. La matematica promozione in Premiership dista un solo punto, e domani sera è in programma la gara in casa del Dundee United che potrebbe dare il via alla festa.

“Europa Calcio” ha contattato in esclusiva il centrocampista – che vanta una lunga carriera anche in Italia con le maglie di Atalanta, Milan, Parma, Torino, Sampdoria, Messina, Bari, Palermo ed Hellas Verona – per un’intervista relativa a questi primi mesi in maglia bianconera.

Massimo, com’è stato questo primo periodo al St. Mirren?

Sta andando bene. La squadra sta vincendo il campionato e il traguardo della promozione dista ormai una sola lunghezza. Quando sono arrivato l’allenatore (Jack Ross, ndr) mi ha detto subito “Non ti aspettare di giocare subito perché i ragazzi che giocano ci hanno portati fin qui e sono stati eccezionali. Sei una persona importante anche se non giochi”. Per me è stata una cosa molto gratificante, mi alleno sempre al massimo e do consigli ai miei compagni“.

Questa è la tua terza squadra scozzese dopo quelle con Celtic ed Hamilton. Cosa ti attira in particolare di questo paese?

Qui il calcio si vive in maniera diversa. C’è meno stress e meno pressione. Sono tornato in Scozia anche perché vorrei diventare tecnico. Tra un mese finisco il corso di allenatore A che in Italia puoi fare solo quando smetti di giocare. Mi sto preparando al meglio perché per me è molto importante“.

Prima di firmare col St. Mirren eri rimasto svincolato per quasi due mesi. Perché hai scelto proprio i bianconeri?

E’ stata un’occasione nata per caso. A fine dicembre avevo rescisso con l’Hamilton perché la società aveva dei problemi economici, e non volevo prendere soldi con loro in difficoltà. Mi ero allenato per circa due o tre giorni col St. Mirren, che ha deciso di prendermi quasi subito“.

Come si vive a Paisley?

Abito sempre ad Hamilton, dove ho casa e anche mia moglie e i bambini stanno bene. Da Paisley sono solo venti minuti di macchina“.

In Italia hai giocato in tante squadre. Questa realtà del St. Mirren assomiglia a una di quelle?

Fare un paragone è difficile. Qui è tutto diverso. Il St. Mirren è un club ambizioso, e con una storia importante alle spalle. Oltre alla promozione, l’obiettivo per l’anno prossimo in Premiership è infatti quello di classificarsi tra le prime sei in classifica, nel c.d. box six. Dietro a questa società c’è un’organizzazione molto importante“.

Quali sono le principali differenze che hai trovato qui rispetto all’Hamilton?

L’Hamilton ha una cultura diversa. Ha un settore giovanile che qui è tra i più importanti. L’obiettivo del club è quello di far crescere i giovani, farli giocare e maturare e dopo rivenderli. L’ultimo caso è quello di Greg Docherty, centrocampista che a gennaio è passato ai Rangers. Questa è la cultura delll’Hamilton. Dal punto di vista dei risultati non ha grandi ambizioni“.

Il tuo ricordo più bello in mgalia biancorossa?

L’anno scorso è stata una stagione difficile. Il momento più bello è stato sicuramente quando abbiamo raggiunto la salvezza ai play-out. Devo ringraziare l’Hamilton che mi ha sia permesso di tornare in Scozia che allenare i loro ragazzi Under 15“.

Senza adesso tornare adesso troppo indietro nel tempo, ma tu in passato hai giocato per due anni al Celtic. Sogni un giorno di tornarci nelle vesti di allenatore?

Sicuramente è un sogno nel cassetto che ho e spero di arrivarci. I sogni vanno sempre inseguiti fino in fondo. Me lo sono messo come “target”, come si dice qui. Vivere la Champions League e l’Europa League al “Celtic Park” è un’emozione unica e incredibile“.

 

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