Cassano: “Sono un calciatore e mi alleno tutti i giorni. Sullo scudetto, Totti e Sarri…”

Cassano: “Sono un calciatore e mi alleno tutti i giorni. Sullo scudetto, Totti e Sarri…”

Lunga intervista dell'attaccante barese

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Cassano: “Mi sono bruciato da solo. Se avessi conosciuto Carolina a 20 anni oggi avrei a casa un Pallone d’Oro”

Antonio Cassano, 35 anni, è fermo dallo scorso luglio, dopo una c.d. toccata e fuga all’Hellas Verona, dove era rimasto per circa due settimane.

Nonostante tutto, l’ex Milan e Sampdoria non ha alcuna intenzione di appendere gli scarpini al chiodo. Su allena tutti i giorni e la voglia di tornare è tanta. E in un’intervista rilasciata a “Il Corriere dello Sport” di oggi, Cassano si racconta e traccia un’analisi di questa Serie A.

Così il giocatore: “Sono un calciatore perché mi alleno ogni giorno, ma non ho richieste soddisfacenti. Se arrivasse l’opportunità che mi fa felice, sarei pronto. Non mi piace sentir dire che sono finito o che peso 20 chili di troppo, quando in questo momento sono pronto. Prima del Verona, nel gennaio 2017, potevo andare al Crotone. In Serie A vedo tanta gente normale o scarsa che fa cose buone… Contro questi giocatori io posso fare la differenza a 35 anni e mezzo. Mi sono bruciato da solo, per colpa del mio carattere. Se potessi tornare indietro qualcosa eliminerei. Se avessi conosciuto Carolina a 20 anni oggi avrei a casa un Pallone d’Oro“.

Poi una considerazione sul ritiro dell’ex compagno di squadra Francesco Totti e su questa Serie A 2017/2018, senza dimenticare Maurizio Sarri: “Totti ha sbagliato a smettere, gliel’ho ripetuto anche 3 mesi fa: in questo campionato, con i giocatori che ci sono, poteva divertirsi un altro anno. In tribuna mi sembra triste, uno che non c’entra niente con quel ruolo. Lo scudetto? Lo vincerà ancora la Juventus. Facilmente. E’ di un altro livello e in panchina c’è uno troppo più forte degli altri. Allegri è un tipo di persona che non si vende: lui dimostra sul campo, gli altri fanno interviste organizzate. Ma chi porta a casa i punti e gli scudetti è lui. Dybala? E’ un ottimo giocatore, non un campione. Quando lo scorso anno è stato paragonato a Messi… io ridevo. Leo è un’altra cosa. Sarri? Sarri fa giocare bene una squadra di ottimi giocatori, ma gestire i campioni e fare i risultati come fanno Allegri, Mourinho, Ancelotti, Capello e Guardiola è molto più complicato. Se mi piacerebbe essere allenato da lui? No“.

Infine, un’ultima battuta su Mario Balotelli, con il quale un po’ di mesi fa non erano mandate delle frecciate a distanza: “Ottimo calciatore, ma non è un fuoriclasse. Io non ho rotto niente. La scorsa estate a Verona in ritiro mi è venuto vicino Pazzini e mi ha detto che c’era al telefono una persona che mi voleva. “Sono Mario, vedo che parli bene di me. Grazie tante” ha iniziato. “Chi c… sei? Io ho detto la verità, ovvero che sei un ottimo giocatore. Se ti vuoi offendere, offenditi pure“.

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